venerdì 16 settembre 2011

Dal progetto al giardino

“A volte è necessario saper “non disegnare” il segreto del giardino.
(Atelier le balto - "L'arte di fare i giardini" - ed. Bollati Boringhieri ).

Costruire un edificio senza averne il progetto è impensabile.

Realizzare un giardino senza progetto non è impossibile, anzi, è la prassi, almeno qui dalle mie parti, ma ciò non è una buona cosa.
Vi è mai capitato di avere un’idea che sembra bellissima ma poi, non appena cominciate a realizzarla (di qualsiasi cosa si tratti) vi accorgete che sta venendo una schifezza?

Ogni azione va pianificata, nella forma e nella sostanza, nei materiali e nei metodi, che cosa fare prima e che cosa fare dopo.
E questo vale anche per i giardini.
Tuttavia, (e che ciò non sembri un controsenso) realizzare un giardino non è solo un fatto tecnico ma è anche creativo, oserei dire artistico, perciò il progetto, pur se necessario per fare un buon lavoro ottimizzando le risorse, non deve essere rigido ma deve lasciare spazio alla creatività che potrebbe venir fuori durante la realizzazione; ciò comporta ovviamente che il progettista partecipi anche a questa fase.

Ogni progettista ha il suo stile, che può rendere riconoscibili le sue opere ma un giardino non dovrebbe essere per esempio come un quadro o una statua, che, ovunque li si metta, sono sempre uguali a se stessi;
un giardino dovrebbe essere la manifestazione delle peculiarità del luogo che occupa, l’esplosione delle potenzialità dello stesso, e deve anche adattarsi alle esigenze degli utilizzatori, agli scopi per cui è stato commissionato.

Sono convinta che paradossalmente, un progettista che applichi questi concetti, possa elaborare, nella sua carriera, un unico progetto sulla carta da usare per ogni incarico, e dare vita ogni volta ad un giardino diverso; mentre invece chi non li segua, potrebbe elaborare ogni volta un progetto diverso, ma dar vita sempre allo stesso giardino.

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