Mia madre ha una piccola proprietà in campagna in cui andiamo solo saltuariamente, presi come siamo tutti dagli impegni quotidiani.
Da mesi non andavamo e appena arrivati esclamiamo in coro: “quante erbacce, che disastro!”
In effetti la strada di accesso si vedeva a malapena e sull'aia alcune erbe erano alte quanto noi.
Poi però abbiamo cominciato ad osservare queste “erbacce” e abbiamo visto che c'erano cicoria, malva, camomilla, ortica, borragine, amaranto, nonché quella stessa “erba campagnola” che vediamo nelle cassette dal fruttivendolo.
Così la disperazione si è tramutata in meraviglia e soddisfazione.
Non è detto che solo perché non le abbiamo piantate noi le erbe siano cattive.
Mettiamo l’oleandro che è velenoso, come pure ciclamino e mughetto. Però sono belle, le abbiamo scelte noi e vanno bene!
Chiamiamo invece erbacce piante belle, buone e utili.
Ogni volta che vogliamo allestire un'area verde il primo pensiero è "eliminiamo le erbacce". Guardiamole prima, cerchiamo di classificarle. Le piante che nascono spontaneamente ci danno tante informazioni sulle caratteristiche del luogo, e non è detto che siano tutte da eliminare.
Io penso che piuttosto che sudare sette camicie per far crescere le piante che vogliamo noi dove vogliamo noi, e sudarne altre sette per togliere quelle che invece ci crescono spontaneamente e che non vogliamo, sarebbe più ragionevole trovare un utilizzo alle piante che ci sono.
Ogni volta che vogliamo allestire un'area verde il primo pensiero è "eliminiamo le erbacce". Guardiamole prima, cerchiamo di classificarle. Le piante che nascono spontaneamente ci danno tante informazioni sulle caratteristiche del luogo, e non è detto che siano tutte da eliminare.
Io penso che piuttosto che sudare sette camicie per far crescere le piante che vogliamo noi dove vogliamo noi, e sudarne altre sette per togliere quelle che invece ci crescono spontaneamente e che non vogliamo, sarebbe più ragionevole trovare un utilizzo alle piante che ci sono.
Proviamo ogni tanto ad essere logici e coerenti!