Quando un seme maturo viene a trovarsi in adatte condizioni ambientali, cioè
acqua, ossigeno e temperatura
non sono fattori limitanti, abbandona lo stato quiescente e germina.
Il seme è di norma in uno stato fortemente disidratato per cui ha una notevole capacità di assumere acqua.
Con l’imbibizione vengono innanzitutto riattivati gli enzimi attraverso i quali l’embrione può mobilitare le sue riserve.
Inizia così una fervente attività, di reazioni chimiche e divisioni cellulari.
LA FORMAZIONE DELLA PLANTULA
Dopo un certo periodo di tempo che può variare da poche ore ad alcuni giorni, a seconda del tipo di seme e delle condizioni ambientali, il seme, per effetto dell’imbibizione, spacca il tegumento da cui fuoriesce la radichetta, la quale si affonda nel terreno e diventa la radice principale.
Successivamente fuoriesce la parte aerea della pianta.
L’accrescimento di entrambe le parti è dovuto sia alla distensione sia alla moltiplicazione delle cellule.
Distinguiamo:
- semi epigei si sviluppa notevolmente l’ipocotile, i cotiledoni fuoriescono dal terreno, diventano verdi, fotosintetizzanti, e persistono per periodi più o meno lunghi, variabili nelle diverse specie.
La plumula continua a produrre cellule, si allontana dai cotiledoni dando avvio alla formazione del fusto con le sue appendici laterali.
L’asse compreso tra i cotiledoni e il punto di inserimento della prima foglia è detto epicotile.
- semi ipogei l’ipocotile non si allunga molto, i cotiledoni non vengono alla luce; è l’epicotile ad allungarsi tanto fuoriuscendo dal terreno.
(segue)
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