Parliamo dell’albero di Natale? No, siamo a Pasqua, parliamo di parchi cittadini.
Quand’ero ragazzina si diceva che un giorno non si sarebbe più coltivato nulla e che avremmo mangiato solo pillole; purtroppo non sembrava una cosa impossibile visto che (così si diceva) gli astronauti già lo facevano. Sono passati molti anni e l’agricoltura, bene o male, ancora esiste ma effettivamente è minacciata su ogni fronte. Oltre quanto detto nei precedenti post, ecco che in una newsletter trovo il seguente articolo:
“Dalla Gran Bretagna un esempio di spreco in nome dell'ecologia.
In Gran Bretagna si starebbero per piantare 100.000 esemplari di “alberi finti” che sarebbero in grado di eliminare le emissioni di auto, bus e camion del Paese. Peccato che non abbiano le stesse caratteristiche di ancorare il suolo dove ce n'è bisogno, di ricoprire di verde le colline franate, di ridare vita ai terreni improduttivi, peccato costino circa 17.000 euro l’uno invece che i miseri 2,50 euro compreso di messa a dimora.
Con il costo di un albero finto, che assorbe 1000 volte CO2 di uno vero, se ne comprano 6.800 veri, quindi con lo stesso costo, con i veri ho sei volte di più l’effetto desiderato. Resta solo da fare i complimenti alla capacità dei venditori dell’industria che li produce.”
(dal sito http://culturadelverde.imagelinenetwork.com- In redazione: M.C.)
Che cosa aggiungere? Che usare alberi finti manderebbe in rovina l'intero comparto vivaistico, uno dei pochi settori dell'agricoltura (soprattutto italiana) che ancora resiste sul mercato?
Che cosa aggiungere? Che usare alberi finti manderebbe in rovina l'intero comparto vivaistico, uno dei pochi settori dell'agricoltura (soprattutto italiana) che ancora resiste sul mercato?
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